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Al Centro Del Mediterraneo

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Vasche romane (cetariae) presso Cala Salina

Informazioni generali

Percorso
Mare, navigazione e pesca

Percorso
Migrazione e movimenti

Luogo e contatti
Cala Salina

Coordinate
35.5013458,12.6056665

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Vasche romane (cetariae) presso Cala Salina

Impianto di lavorazione per la salagione del pesce e la produzione di “salsamenta”, analogo ad altri impianti del Mediterraneo di età romana (Spagna, Africa settentrionale, Sicilia).

Durante gli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza di Agrigento dal 1986 al 1992, sono state portate alla luce numerose vasche (cetariae) disposte su più livelli. Le vasche sono di varie dimensioni e hanno una forma che risponde sia ad esigenze tecniche legate alla funzione, sia alla naturale pendenza del terreno. Lo stato di conservazione è parziale. Le pareti sono in “opus caementicium”, realizzato con piccole pietre legate da malta; il fondo è scavato nella roccia. La superficie interna è resa impermeabile da un rivestimento di cocciopesto (formato da cocci di ceramica triturati mescolati a calce idraulica). Nel punto di raccordo tra le pareti e il fondo, un cordolo convesso rende più efficace la raccolta del contenuto della vasca e agevole la pulizia. In prossimità della riva sono presenti fosse circolari che si ipotizza siano state utilizzate per raccogliere le interiora del pesce utilizzate per la preparazione del “garum” (salsa ricavata da pesce macerato e erbe aromatiche, molto apprezzato nel mondo romano).

Gli scavi hanno portato alla luce una parte circoscritta dell’impianto industriale che comprende un’area piuttosto estesa (30 metri circa di larghezza dalla riva di Cala Salina agli edifici moderni in cima al dirupo e 80 metri di estensione in lunghezza). I reperti ceramici rinvenuti in un deposito sigillato all’interno di una delle vasche del livello più alto, testimoniano la vivace attività dell’industria lampedusana e la rete di relazioni commerciali che l’isola intratteneva con altri centri del Mediterraneo (Italia centro-meridionale, Tunisia, Tripolitania), in un momento ben definito, quello di massima espansione dell’impero romano, tra il II sec. a.C. e la prima metà del II d.C..

Periodo storico

Età antica

II sec. a.C.- II sec. d.C.

L’attività dell’impianto di lavorazione del pesce è databile dal periodo successivo alla II guerra punica – quando l’impero romano affermò la sua egemonia su tutto il Mediterraneo dopo avere sconfitto Cartagine – al II sec. d.C.. I limiti cronologici sono testimoniati dai reperti ceramici rinvenuti.

1986-1992

Scavi archeologici a cura della Soprintendenza di Agrigento

Fonte

  • Bibliografica | Lampedusa. Scavi 1985-1988. In “Kokalos XXXIV-XXXV” | De Miro A. – Aleo Nero C. | 1988-1989
  • Bibliografica | Lampedusa: un impianto per la lavorazione del pesce | De Miro A. – Aleo Nero C. | 1992
  • Bibliografica | Lampedusa tra il IV ed il VII secolo: nuovi dati dalle esplorazioni archeologiche. In “Atti del IX Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana. | De Miro A. | 2007
  • Bibliografica | Isole in mare aperto, le Pelagie tra Preistoria e Tardo-antico | Polito A. | Regione siciliana. Assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana. Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana | 2016
Categoria: Mare, navigazione e pesca, Migrazione e MovimentiTag: ceramica, commercio, industria, Mare, Movimenti, Pesca, scambi, Territorio

Obiettivo specifico: 2. Integrazione / Migrazione legale
Obiettivo Nazionale: ON 2 – let f) – invito ad hoc Comune di Lampedusa 2023
Progetto Memoria, migrazioni ed accoglienza a Lampedusa – PROG-3928

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