
Informazioni generali
Fortini e strutture militari nella zona Cavallo Bianco
Nei primi anni della II Guerra Mondiale, le Forze Armate italiane costruiscono numerose fortificazioni a difesa delle coste meridionali di Lampedusa. Mentre la flotta italiana è impegnata nel sostegno agli eserciti italo-tedeschi in Nord-Africa, la flotta inglese ha il compito di contrastare tale azione e di rifornire Malta e l’esercito alleato in Nord-Africa. La posizione strategica dell’isola favorisce il controllo delle rotte di rifornimento nel Mediterraneo centrale. Molte strutture difensive ancora visibili sono concentrate in prossimità del porto.
Postazione di Punta Maccaferri I: Completamente scavata nella roccia, è situata su un ripiano roccioso posto a 1,5 m. s.l.m. ed è costituita da una galleria larga 1 m e alta 1,96 m, con volta a botte ribassata. A fianco dell’ingresso si apre un piccolo posto di guardia con due feritoie, che dall’esterno appare come una piccola casamatta mimetizzata con blocchetti di roccia. Un lungo corridoio all’interno della roccia porta a una stanza di 7×3 m, alta 2 circa m. Le pareti sono rivestite in calcestruzzo. Un altro corridoio conduce a due casematte che si affacciano sulla parete esterna. Parte del pavimento in calcestruzzo è stato distrutto dalla forza del mare, visto che poggiava su una grotta marina sottostante.
Casamatta di punta Maccaferri II: Di forma ellittica, in cemento, è parzialmente interrata. Vi si accede attraverso una scaletta. A sinistra un corridoio conduce ad una “riservetta” (deposito di munizioni e locale di ricovero dei soldati), quasi completamente scavata nella roccia, con volta a botte ribassata. A destra, invece, un corridoio a doppia svolta introduce a una stanza rettangolare centrale, comunicante con 4 postazioni di tiro. Si conserva la mimetizzazione esterna a blocchetti di roccia grezza. Le 4 feritoie presentano una forma a imbuto con gradini che si restringono dall’esterno verso l’interno, per costituire un ostacolo ai proiettili che, altrimenti, sarebbero stati convogliati nella feritoria. All’esterno della casamatta, su un livello più alto, è visibile una struttura quadrangolare precedente alla II Guerra mondiale e riutilizzata come posto di vigilanza. In questa stessa area era collocato un aerofono che aveva lo scopo di intercettare i segnali acustici più deboli. A questo era collegata una lanterna che illuminava la direzione da cui provenivano le vibrazioni. All’utilizzo dell’aerofono erano preposti di solito dei ciechi (preferibilmente di guerra) che avevano sviluppato maggiormente il senso dell’udito.
Postazioni antiaeree con riservetta: Seguendo la linea di costa verso est, in direzione della Porta d’Europa, si trovano 3 strutture gemelle, allineate Ovest-Est. Ciascuna struttura è costituita da un’ampia postazione circolare (barbetta), senza copertura, elevata di 2 m sul piano di campagna alla quale si accede mediante una scalinata che ha origine da un ambiente quadrato con un grosso pilastro centrale che ostacolava l’ingresso massiccio di militari nemici. Abbastanza visibili sono delle tacche poste come segnale di orientamento sulle pareti e, al centro del pavimento, il punto in cui era ancorata l’arma in dotazione con il relativo canale di scolo dell’olio lubrificante. Ai lati si aprono due riservette quadrangolari.
Periodo storico
Età contemporanea
Fonte
- Bibliografica | I fortini di Lampedusa, in “Atti del II Congresso Nazionale di Archeologia del sottosuolo, Orte (VT), 6-9 aprile 2007 | Ferrari G. | 2007
- Bibliografica | Lampedusa nella Seconda Guerra Mondiale (1940-1943), “Quaderni dell’associazione culturale Archivio Storico Lampedusa, n. 4 | 2015
- Bibliografica | L’Epopea dei nostri militari nell’estremo lembo d’Italia. Il maggiore Pietro | Assenza Comandante della difesa fissa di Lampedusa nel 1943 Assenza N. | Edizione fuori commercio riservata ad amici e parenti | 2010
- Bibliografica | Breve storia di Lampedusa | Taranto A. | Archivio Storico Lampedusa | 2016